sabato 18 aprile 2009

LEMONY SNICKET (di Brad Silberling, 2004)

Una favola incentrata sulle sventurate vicissitudini che colpiscono i tre fratelli Baudelaire, subito dopo la morte dei genitori, a causa di un misterioso incendio. I ragazzi vengono affidati nelle mani del loro Zio Olaf, il quale però più che ad accudirli con amore, tenta in tutti i modi di ucciderli per poter ereditare il patrimonio lasciato loro. 
I ragazzi, ognuno dotato di un talento diverso (Violet, la più grande, è un portento nelle invenzioni, Klaus riesce a ricordarsi tutto ciò che legge e Sunny, la più piccola, morde tutto quello che le capita sotto i denti), criescono a salvarsi da ogni trappola tesa loro dal feroce Zio. 
Nel complesso il film è mediocre, la storia poco emozionante, il tutto a fronte però di una meravigliosa fotografia ed una stupenda ambientazione. In un mondo simil gotico in cui i colori sono scuri e metallici, anche i colori chiari sono abbinati ad eventi o ambientazioni negative : ad esempio la casa di perversione teatrale dello Zio olaf, la malvagia luce accecante del fuoco che creerà tutti gli incendi, la luce della barca nella scena in cui i ragazzi vengono aggrediti dalle sanguisughe, luce che appare salvifica, ma che in realtà li porterà solo ad ulteriori guai. 
Oltre che dei colori, il regista ha tenuto bassi tutti i toni del film, gli effetti speciali non sono usati in modo estremo ad esempio, ma molti film sono proprio tenuti in piedi a questi e, nel caso di questa pellicola, il vuoto di fondo forse sarebbe stato almeno parzialmente colmato con qualche colpo di scena in più. 
Il dialogo non è molto curato, le battute sono abbastanza banali eccetto i voli pindarici letterali dello Zio, personaggio molto ben riuscito nel suo insieme, macchiato solamente dal fatto di essere troppo ripetitivo e quindi, col finire del film, abbastanza noioso. 
Il film, nonostante tenti in tutti i modi di dissuadere chi lo vede dal proseguire nella sua visione (l'autore spesso, come terza voce, ammonisce l'ascoltatore a non proseguire oltre, poichè accadranno cose terribili), riesce ad essere positivo, educativo e divertente agli occhi di un bambino poichè il tema principale sembra essere il potere immenso che i fratelli, solo restando uniti, riescono a manifestare : non importa dove la sorte li porterà dopo la scomparsa dei loro genitori, ma che per tutta la vita saranno sempre uniti e che questa è la fortuna più grande che possa loro capitare. 
Giudizio½  (legenda).  
di Claudia Costanza, 12 febbraio 2007.    

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