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sabato 18 aprile 2009

LA SPOSA CADAVERE (di Tim Burton, 2005)

"DELIZIA INCOMPLETA" - L'estro creativo di Tim Burton, già quest'anno autore di uno dei film più belli della stagione: "La fabbrica di cioccolato", delizia ancora gli spettatori con "La sposa cadavere", utilizzando la tecnica dello stop motion, già impiegata dal regista californiano in "Nightmare before Christmas". Victor e Vittoria (voci originali: J. Depp e E. Watson), due giovani provenienti da famiglie di ceto opposto, sono costretti dai genitori, ad unirsi in un matrimonio vantaggioso per le rispettive famiglie. Tra i due si accende subito la scintilla dell'amore, ma le difficoltà di Victor nel memorizzare la formula nuziale, ritardano la cerimonia. Sarà proprio durante una prova che il giovane poggerà la fede nuziale sulla radice di un albero, ma in realtà si tratta del braccio della Sposa Cadavere (voce originale: H.Bonham-Carter), con la quale si ritrova legato in matrimonio. Esteticamente "La sposa cadavere" lascia stupefatto anche il regista più smaliziato. In effetti con questo film, Burton dimostra di aver migliorato la tecnica dello stop motion e di averla portata a livelli sopraffini. L'effetto straordinario delle luci sugli oggetti, le movenze e soprattutto la gestualità dei piccoli pupazzi protagonisti, raggiungono un livello prossimo alla perfezione. Straordinaria ed intelligente è l'idea alla base del film: il mondo dei vivi rappresentato in antitesi con quello dei morti. Ma al contrario dell'immaginario comune, è proprio il mondo sotterraneo dei defunti ad essere colorato, emozionante e "pieno di vita"; sulla terra, invece, i viventi trascorrono le loro grigie giornate nella più assoluta noia e monotonia. Tratto da una fiaba popolare russa, il racconto di per se affascinante, manca in qualcosa, ed è forse l'eccessiva brevità della pellicola che in se mette parecchia carne al fuoco, a non consentire ai registi (T. Burton e M.Johnson) di "completare" quello che è un film delizioso ma appunto incompleto. Manca infatti quel livello di definizione dei personaggi e soprattutto dei rapporti fra essi, che invece era meglio sviluppato ne "La fabbrica di cioccolato". In effetti è in generale che quest'opera può considerarsi inferiore rispetto a "Charlie and the chocolate factory" in cui l'ironia, la profondità dei temi e l'emotività portavano a parlare quasi di capolavoro.   
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di Salvatore Scarpato, 31 ottobre 2005.

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"COLORE VIVO" - Il mondo dei vivi è spento, il mondo dei morti è acceso. Il mondo dei morti è talmente vivo da travolgere di vita il mondo dei vivi. Questo è il significato dell'ultima, meravigliosa, opera di Tim Burton. Un film d'animazione frutto di anni e anni di duro lavoro al perfezionamento della stop motion, tecnica affascinante e molto cara al visionario e sognante regista di Burbank. La Sposa Cadavere man mano che la pellicola avanza è sempre più bella. (Personaggio e film). Nel sotterraneo e allegro mondo dei morti si torna a cantare quasi come in un vecchio cartoon disneyano. E' la vita, la passione, l'allegria che Burton infonde nella popolazione del mondo sotterraneo la vera anima del film che lo riempie di un incantevole colore vivo.   
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di Matteo Bursi, 30 novembre 2005.

mercoledì 11 febbraio 2009

Volti di Cinema: Johnny Depp

Definito come il nuovo James Dean, (quasi) mai un flop, un volto maledetto con il quale da subito ha acquisito la fama di ribelle, per la vita passata tra gli eccessi, e di sex symbol, per la sua indiscussa bellezza; mimica facciale, espressività, emozione, insomma, in due semplici parole: Johnny Depp, nato il 9 giugno del 1963 a Owensboro, una cittadina del Kentucky, che grazie ad una musa tutta sua, è diventato uno degli attori più eclettici e poliedrici del cinema internazionale, imponendosi con ruoli esagerati e fuori dal comune.
Consigliatogli l’imprevedibile ma avventurosa strada hollywoodiana da Nicolas Cage, debutta al cinema nel 1984 con il film Nightmare: dal profondo della notte diretto da Wes Craven e, dopo aver partecipato a Platoon, la vera grande chance gliela offre nel ‘90 Tim Burton con il quale nascerà un lungo sodalizio artistico ma anche una grande amicizia. Il regista lo fa il protagonista della favola gotica Edward mani di forbice, dove interpreta un ruolo decisamente singolare, per cui si ispirò al mitico Charlot di Chaplin, riuscendo ad ottenere una candidatura ai Golden Globe e  fama internazionale. Nel ‘93 gira Buon comleanno mr. Grape e riceve la seconda nomination ai Golden Globe per la sua interpretazione di uno strambo mimo in Benny & Joon. Nel ‘94 arriva la sua seconda collaborazione con Tim Burton e la sua terza candidatura ai Golden Globe per il film Ed Wood. Nel ‘95, nasce l’ amicizia con Marlon Brando sul set del film Don Juan de Marco e, nonostante il successo, continuano i problemi con alcol e droghe, anche dopo la morte di un suo caro amico, River Phonix, dedito anche lui a eccessi e sregolatezze. Nel ’97 interpreta il film Donnie Brasco e debutta alla regia con Il coraggioso, di cui è il protagonista insieme a Marlon Brando. Nel ’98 gira Paura e delirio a Las Vegas e nel ’99 il thriller-gotico La nona porta; intanto, raggiunge una situazione sentimentale stabile: si fidanza con l’attrice e cantante francese Vanessa Paradis, dalla quale avrà due figli che gli cambieranno totalmente la vita e gli faranno mettere la testa apposto: Lily Rose Melody e Jack. Nel 2000 lavora ancora con Burton ne Il mistero di Sleepy Holow e nel 2001 è protagonista di La vera storia di Jack lo squartatore. È  nel 2004 che finalmente riceve una strameritata nomination all’oscar per l’interpretazione del papà di Peter Pan in Neverland; nel 2005 per l’amico Burton si sdoppia: dà vita a Victor, protagonista del film d’ animazione girato in stop motion, La sposa cadavere e a Willy Wonka, nel remake de La fabbrica di cioccolato. Dal 2003 al 2007 è stato impegnato nella trilogia del pluripremiato I Pirati dei Caraibi, nel ruolo di Jack Sparrow, che gli è valsa un’altra nomination all’oscar.
di Federica Serfilippi, Maggio 2007.

giovedì 5 febbraio 2009

Scrivere d'autore: Tim Burton


Tim Burton nasce il 25 agosto 1958 a Burbank, California, nelle vicinanze del Valhalla Cemetery. Nell’infanzia si appassiona ai cartoni animati e ai vecchi film dell’orrore, in particolare quelli interpretati da Vincent Price. Realizza un manifesto pubblicitario per la locale società di smaltimento dei rifiuti, e tutta la città ne viene tappezzata per un anno intero. Grazie a una borsa di studio, frequenta un corso di animazione al California Institute of Arts e viene ingaggiato dalla Walt Disney per realizzare l’animazione di Stalk of the Celery (1979) e Doctor of Doom (1979), e più tardi disegna Red e Toby nemiciamici (1981). Il successivo live-action, Frankenweenie (1984), giudicato inadatto a un pubblico infantile, non viene diffuso nei cinema. Ma Paul Ruebens lo vede e ingaggia il regista per realizzare Pee Wee’s big adventure, che ha uno straordinario successo. Nel 1988, dopo tre anni, Burton torna a lavorare, e realizza Beetlejuice spiritello porcello, con Michael Keaton. Nel 1989 sposa Lena Gieseke, da cui divorzia tre anni dopo. Spinto dall’amico Danny Elfman (che musica tutti i suoi film tranne Ed Wood) gira Batman nel 1989, che lo consacra definitivamente a Hollywood. Nel 1990 esce il film tratto da un racconto del suo libro Morte malinconica del bambino ostrica e altri racconti: Edward mani di forbice. È il primo dei sei film con Johnny Depp, mentre Price interpreta lo scienziato creatore di Edward. Segue Batman-il ritorno (1992). Nello stesso anno Tim Burton si fidanza con l’attrice Lisa Marie e lavora a un documentario su Vincent Price, Conversation with Vincent, ma l’attore muore proprio durante la realizzazione. Nel 1993 esce The Nightmare before Christmas, con la collaborazione di Henry Selick, animatore della Disney. L’anno seguente esce Ed Wood, il suo più grande flop, benché Martin Landau vinca un Oscar come miglior attore non protagonista. Il regista continua a sostenere che secondo lui si tratta del suo miglior film. Nel 1996 dirige Mars Attacks!, parodia del genere fantascientifico con un cast stellare che, nonostante il successo al box office, delude molti fans del regista. Nel 1997 è membro della giuria del Festival di Cannes, e pochi anni dopo esce Il mistero di Sleepy Hollow (1999). Segue il remake de Il pianeta delle scimmie, freddamente accolto dalla critica ma molto apprezzato al box office. Sul set conosce Helena Bonham Carter, sua futura moglie e madre di Billy Ray. Sarà presente in tutti i suoi film da allora in poi. E sono i film di più grande successo per critica e pubblico: Big Fish (2003) e Charlie e la fabbrica di cioccolato (2005), nei quali utilizza il suo nuovo attore feticcio Deep Roy, e La sposa cadavere (2005). Nel 2006 dirige inoltre il video dei The Killers, Bones. Nel 2007 il Festival di Venezia gli conferisce il Leone d’Oro alla carriera, nonostante la relativa giovane età.

di Chiara Palladino, Ottobre 2008.

mercoledì 28 gennaio 2009

Sulla colonna sonora della Sposa cadavere.

Danny Elfman compone per Corpse Bride una partitura delicata e sognante ma non priva di accenti drammatici, venata dall’umorismo colorato e fantasioso e dal gusto fiabesco per il gotico e il macabro propri del cinema di Tim Burton.
Main Title, il brano di apertura, introduce il protagonista maschile, il timido Victor, con toni di commossa partecipazione: note lievi ma emotivamente palpitanti riempiono la prima, bellissima scena del film, seguendo il volo della farfalla prima disegnata e poi liberata da Victor. La seconda parte del brano acquista un ritmo saltellante che descrive l’ambiente grigio e monotono della cittadina in cui vive il protagonista e va a legarsi alla successiva According to Plan, la prima delle quattro canzoni inserite nella colonna sonora.
Uno dei momenti centrali della composizione di Elfman è sicuramente The Remains of The Day, allegra e trascinante, ricca di sonorità jazz che descrivono il mondo dei morti come un universo liberato, pieno di quei colori e di quegli slanci di cui la terra dei vivi sembra priva. La canzone, interpretata dallo stesso Elfman nel ruolo del bizzarro scheletro Bonejangles, contiene poi lo straziante racconto della storia della Sposa, la dolce Emily che i morti sembrano voler amorevolmente proteggere da nuove sofferenze e delusioni.
Il cuore tragico e struggente del film si esprime perfettamente in Tears to shed in cui Elfman sa rendere reali e pulsanti il dolore e il disperato desiderio d’amore di Emily, portando l’assunto assurdo e bizzarro del film che vede i morti come creature ancora capaci di provare emozioni a vette di rara poesia. Nelle parole di Emily (“...I feel my heart is aching, though it doesn’t beat it’s breaking...”) c’è tutta la sofferenza per una condizione crudele e ingiusta, in cui il cuore non batte più, il dolore fisico è scomparso ma non la capacità di provare sentimenti; e il modo in cui il Verme e la Vedova Nera tentano di consolarla non fa che mettere ancor più in evidenza l’impossibilità, per Emily, di veder realizzato il suo sogno d’amore.
Bellissimi poi Victor’s Piano Solo, intimo pezzo affidato alle mani di Victor, e The Piano Duet, in cui la tristezza della Sposa, espressa nella prima parte da una melodia che riprende il tema di Tears to Shed, si fonde con i sentimenti di Victor, paradossalmente più liberi e giocosi dopo il suo ingresso nel regno dei morti.
Particolarmente struggenti sono Moon Dance (la malinconica danza di Emily al chiaro di luna) e The Finale, brano dolce, intensamente triste e che tuttavia si apre, nell’ultima parte, ad un senso di liberazione che dissolve il dolore a lungo trattenuto nel cuore di Emily e lo scioglie in un sentimento di gratitudine e gioia per un bisogno d’amore finalmente appagato ma, purtroppo, non completamente vissuto lasciando nello spettatore una malinconia lieve, dai toni quasi soavi ma non per questo meno reali e toccanti.
di Valentina Alfonsi. 7 Maggio 2007.