lunedì 16 febbraio 2009

80th Academy Awards - Commento alle nomination

Los Angeles. Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills. Alle 5.30 del mattino ora locale, sono state  annunciate le candidature all’evento cinematografico più importante e più atteso dell’anno: gli Oscar, lo show che quest’anno, per la prima volte nella sua longeva storia, rischia di essere cancellato a causa dello sciopero che ormai da novembre ha messo in crisi gli ingranaggi della macchina cinematografica americana. Ma, come si suol dire in questi casi, “the show must go on”. E quindi ecco puntuali come sempre le attesissime candidature. 
I tre film che hanno incassato più nominations (8 per l’esattezza) sono “Micheal Clayton”, “There will be blood” e “No Country for Old Men”. “Michel Clayton” è il lizza per le categori più importanti: miglior attore protagonista (George Clooney), miglior attore non protagonista (Tom Wilkinson), miglior attrice non protagonista (Tilda Swinton), miglior sceneggiatura originale e miglior film. Un film politico e molto critico, che rafforza la tendenza degli Accademy Award a favorire questo tipo di pellicole. 
Per la categoria di miglior attore Clooney è però in buona compagnia: se Daniel Day-Lewis (There Will Be Blood) riconferma tutta la sua bravura in ruoli duri e drammatici e Johnny Depp (Sweeney Todd) ci dimostra come il suo sodalizio con Tim Burton è ormai rodato e capace di grandi cose, una gradita sorpresa ce la riserva Tommy Lee Jones (Nella Valle di Elah), che ritorna alla ribalta dopo tanti anni. Completa la cinquina Viggo Mortensen, che violento e tatuato in “La promessa dell’assassino” ha regalato una egregia prova d’attore. 
Tra le donne spicca Cate Blanchett. Se con la straordinaria interpretazione della regina Elisabetta in “Elizabeth: the Golden Age” si è aggiudicata la candidatura come miglior attrice protagonista, la sua trasformazione in Bob Dylan nel film “I'm not There”, già premiata con un Golden Globe, le ha regalato la candidatura come attrice non protagonista. Un’impresa, quella di ricevere due candidature per due film diversi, riuscita a poche attrici e che suggella la maestosità dell’attrice australiana. Poche le speranze della giovane Ellen Page, che candidata per “Juno” dovrà scontrarsi con altri “pezzi da novanta” come Julie Christie (Away from Her) e Marion Cotillard (La Vie en Rose). 
Per il miglior film e miglior regista, grande delusione per la Mancata nomina di Sean Penn in entrambe le categorie: il suo film “Into the Wild” è il film più snobbato in questa corsa agli Oscar. Neppure la strepitosa interpretazione del suo giovane attore, Emile Hirsch, è riuscita a colpire i rappresentati dell’Academy. In lizza per la miglior regia ci sono invece i fratelli Coen, che ritornano alla ribalta con “No Country for Old Men” candidato anche a miglior film, e “There Will Be Blood” di Paul Thomas Anderson. Escluso dalla corsa alla statuetta come miglior film straniero il film di Giuseppe Tornatore: “La sconosciuta”. A Mantenere alto il nome italiano ci pensano però le candidature di Andrea Jublin per “Il supplente” nella categoria cortometraggi, e di Dario Marianelli e Marco Beltrami per le migliori musiche originali, rispettivamente, in “Espiazione” e “Quel treno per Yuma”. Per il premio più ambito, quello di mglior film dell’anno, oltre ai già citati “No Country for Old Men”, “Micheal Clayton”, e “There will be blood”, in lizza ci sono anche “Espiazione” (film che oltre ad aver vinto un Golden Globe come miglior film drammatico ha letteralmente spopolato ai BAFTA inglesi con ben 14 premi) e la commedia “Juno” che regala un po’ di colore a questa lista fatta di film impegnati e seri. 
Chi vincerà la statuetta? L’appuntamento è fissato per il 24 febbraio, quando al Kodak Theatre di Los Angeles si accenderanno i riflettori sull’ 80 notte degli Oscar.

80th Academy Awards - Le nomination

22 gennaio 2008 - Annunciate nel pomeriggio le nomination ufficiali della ottantesima edizione degli Oscar. Il successore di The Departed, miglior film nel 2007, sarà uno tra Espiazione, Juno, Michael Clayton, Non è un paese per vecchi e Il petroliere. La sconosciuta, di Giuseppe Tornatore non entra nella cinquina del miglior film straniero.  (Matteo Bursi)

MIGLIOR FILM
“Espiazione” 
“Juno” 
“Michael Clayton” 
“Non è un paese per vecchi” 
“Il Petroliere” 

MIGLIOR REGISTA
“Lo scafandro e la farfalla” Julian Schnabel 
“Juno” Jason Reitman 
“Michael Clayton” Tony Gilroy 
“Non è un paese per vecchi” Joel Coen and Ethan Coen 
“Il Petroliere” Paul Thomas Anderson 

MIGLIOR ATTORE 
George Clooney in “Michael Clayton”
Daniel Day-Lewis in “Il Petroliere” 
Johnny Depp in “Sweeney Todd” 
Tommy Lee Jones in “Nella valle di Elah” 
Viggo Mortensen in “La promessa dell'assassino” 

MIGLIOR ATTRICE
Cate Blanchett in “Elizabeth: The Golden Age” 
Julie Christie in “Away from Her”
Marion Cotillard in “La Vie en Rose” 
Laura Linney in “The Savages” 
Ellen Page in “Juno”

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA 
Casey Affleck in “L'assassinio di Jesse James..."
Javier Bardem in “Non è un paese per vecchi” 
Philip Seymour Hoffman in “La guerra di Charlie Wilson” 
Hal Holbrook in “Into the Wild” 
Tom Wilkinson in “Michael Clayton” 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA 
Cate Blanchett in “Io non sono qui” 
Ruby Dee in “American Gangster”  
Saoirse Ronan in “Espiazione”  
Amy Ryan in “Gone Baby Gone”
Tilda Swinton in “Michael Clayton” 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
“Juno” 
“Lars e una ragazza tutta sua”  
“Michael Clayton” 
“Ratatouille”
“The Savages” 

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
“Espiazione” 
“Away from Her” 
“Lo scafandro e la farfalla” 
“Non è un paese per vecchi” 
“Il Petroliere” 

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
“Persepolis” 
“Ratatouille”
“Surf's Up” 

MIGLIORI SCENOGRAFIE 
“American Gangster” 
“Espiazione”
“La bussola d'oro” 
“Sweeney Todd” 
“Il Petroliere”

MIGLIOR FOTOGRAFIA 
“TL'assassinio di Jesse James...”
“Espiazione” 
“Lo scafandro e la farfalla”
“Non è un paese per vecchi” 
“Il Petroliere” 

MIGLIORI COSTUMI
“Across the Universe”
“Espiazione” 
“Elizabeth: The Golden Age” 
“La Vie en Rose” 
“Sweeney Todd”  

MIGLIOR MONTAGGIO
“The Bourne Ultimatum” 
“Lo scafandro e la farfalla” 
“Into the Wild” 
“Non è un paese per vecchi” 
“Il Petroliere” 

MIGLIOR FILM STRANIERO
“Beaufort” Israele 
“The Counterfeiters” Austria 
“Katyń” Polonia 
“Mongol” Kazakistan 
“12” Russia

MIGLIOR TRUCCO
“La Vie en Rose” 
“Norbit” 
“Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo” 

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE 
“Espiazione” 
“Il cacciatore di aquiloni” 
“Michael Clayton” 
“Ratatouille” 
“Quel treno per Yuma” 

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“Falling Slowly” - “Once”
“Happy Working Song” - “Come d'incanto”
“Raise It Up” - “August Rush”

MIGLIOR SONORO
“The Bourne Ultimatum” 
“Non è un paese per vecchi”  
“Ratatouille” 
“Il Petroliere”  
“Transformers” 

MIGLIORI EFFETTI SONORI
“The Bourne Ultimatum” 
“Non è un paese per vecchi” 
“Ratatouille” 
“Quel treno per Yuma” 
“Transformers” 

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
“La bussola d'oro” 
“Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo” 
“Transformers”

Recensioni dal Future Film Festival 2008

La Antena (di Esteban Sapir)
Colore bianco e nero. Nessuna voce. In un mondo surreale qualcuno, qualcuno molto potente, ha rubato al popolo le parole: ci troviamo di fronte ad una città muta in cui le persone creano lettere nell'aria e si comprendono guardando gli uni quelle degli altri. Come in 1984, come nella “Fattoria” di Orwell, come in ogni dittatura, questa volta rubando la voce. Ma al tiranno non basta questo, egli vuole strappar via tutto, anche quelle impalpabili lettere che volano nell'aria, vuole aspirarle via, come se esse non fossero mai esistite. Una luna che fuma un sigaro, dall'alto, guarda stupita e un po' inorridita tutti gli avvenimenti che capitano sulla terra (echi dall'opera di Odilon Redon). Non potendo usufruire del linguaggio gli attori prestano alla telecamera una serie di mimiche facciali, gesti iper significativi e movenze marcate riuscendo perfettamente nell' interpretazione. Non altrettanto riuscito è l'accompagnamento musicale che io ho trovato turbolento, dai toni troppo alti e stridenti, quasi fastidioso; benché il fine di queste musiche fosse il sottolineare ciò che non si poteva esprimere a parole, a parere mio è un esagerazione che appesantisce il tutto poiché l'interpretazione degli attori sopperiva benissimo alla mancanza delle voci. Inoltre il regista si dilunga troppo,  vuole caricare eccessivamente di significati un'opera che, se fosse durata 30' invece di 1 ora e mezza e fosse stata vissuta in modo più “leggero” sicuramente sarebbe stata acclamata dal pubblico per gli innumerevoli spunti geniali ed artistici in essa contenuti.
Giudizio: 
di Claudia Costanza. 20 gennaio 2008.

Nocturna (di Adrià Garcìa, Víctor Maldonado)
Film d'animazione orgogliosamente realizzato in 2-D il cui protagonista è un piccolo bimbo di note Tim che vive in un orfanotrofio e passa il tempo sul tetto dell'istituto a disegnare, con i suoi gessetti, tutti i personaggi che, secondo lui, possono abitare la notte, momento in cui tutto il mondo si ferma. Tim ha paura del buio e attraverso una notte molto lunga, colorata in certi momenti e tetra e spaventosa in altri, riuscirà a vincerla trovando dentro di se una grande felicità. Ho trovato il film davvero emozionante, luminoso, ricco di messaggi mai volutamente e pesantemente trasmessi, pieno d'amore e di sentimento. Una goccia in un mare di film d'animazione in cui si osa troppo, si esagera, quasi si volesse violentare lo spettatore con significati dell'opera ed effetti speciali.
Nocturna è leggero e impalpabile ed è proprio per questo motivo che arriva dritto fino al cuore.
Giudizio: 
di Claudia Costanza. 20 gennaio 2008.

Black Sheep (di Jonathan King)
Film horror o film splatter? Decisamente la seconda anche se è talmente curato, soprattutto negli effetti speciali, da essere in alcuni momenti davvero orrido! L' obiettivo è stato dunque centrato in pieno, il film si presenta con un mix di comicità e scene orrorifiche, in una terra in cui un uomo, Angus, inizia a concepire degli strani esperimenti genetici sulle pecore i quali gli fruttano fama e denaro. Ma, come spesso accade in queste trame, l'esperimento fugge di mano ed improvvisamente tutte le pecore diventano carnivore, affamate di qualsiasi tipo di carite, quella umana compresa ed inoltre sono preda di una sorta di “rabbia” che le rende delle vere proprie assassine. Come se non bastasse, in ricordo dei “buoni vecchi zombi”, chi viene morso da una pecora entra a far parte del gregge, viene riconosciuto come un simile e lasciato in pace : peccato che piano piano anche lui diventi una pecora dalle vaghe sembianze umane!.
Tra le frasi più divertenti che ricordo del film : “Fuck the sheep!” , “No, we've no time!”. Io non sono una grande estimatrice del genere, ma nonostante questo ho trovato il film piacevole e divertente.
Giudizio: 
di Claudia Costanza. 20 gennaio 2008.

Il Future Film Festival 2008

Si è tenuto a Bologna, dal 15 al 20 Gennaio, la 10° edizione del Future Film Festival. Il FFF, come dice anche il nome, si occupa principalmente di pellicole di animazione e non, film ricchi di effetti speciali, insomma tutte quelle opere che richiedono un grande lavoro informatico alle spalle. Naturalmente non mancano mai pellicole giapponesi, sia per quanto riguarda gli anime che i film. Quest'anno è stato dato molto spazio ad opere latine, spagnole (“Nocturna” di Adrià Garcìa e Víctor Maldonado) o argentine (“La Antena” di Esteban Sapir); inoltre sono state proiettati vari cortometraggi animati erotici, con temi quantomeno surreali, che però pare non abbiano raccolto gli applausi di molti. In ultimo è stato presentato l'attesissimo film splatter di Johnatan King “Black Sheep”, film di genere che tutti gli appassionati di Peter Jackson (“Bad Taste” e “Gli schizza cervelli”) hanno letteralmente osannato. La programmazione assai varia ha attratto molti curiosi nelle sale addette ad ospitare le pellicole, alcune in concorso per vari premi altre fuori concorso. Non sono mancati gli incontri con i “mostri” della Pixar, anteprime di libri sull'animazione giapponese e, già che c'erano, anche l'aperitivo a base di sushi. Tutti i giorni, alle 10 del mattino, iniziavano gli incontri, le colazioni e il tutto si protraeva circa fino alle 2 del mattino seguente quando, finalmente, i cinema chiudevano per prepararsi alla giornata successiva.
di Claudia Costanza, 20 gennaio 2008.

Commozione e gioia per Il premio Oscar Ennio Morricone

Ennio Morricone davanti ai giornalisti parla del suo amore per la composizione musicale e racconta alcuni divertenti aneddoti ricordando Sergio Leone e Gillo Pontecorvo
Non si è ancora spenta l’eco della consegna a Los Angeles dell’Oscar alla Carriera ad Ennio Morricone: dalla fatidica Notte degli Oscar è stato in tutto il mondo un susseguirsi di omaggi al compositore romano, le cui musiche per il cinema (oltre 450 colonne sonore) sono tra le più amate e popolari. Sarà il maestro dunque, a chiudere la Festa del Cinema con un concerto in cui dirigerà l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Sante Cecilia (sabato ore 11.30). Quattro suite (Per le antiche scale, Bugsy, H2S, La città della gioia, Nostrome, Sicilo e altri frammenti e poi musiche da Mission) per un viaggio attraverso alcune della più celebri colonne sonore per il cinema. "Sono orgoglioso di chiudere con un mio concerto la Festa del Cinema – ha detto il compositore - Sono romano, abito a Roma e la città, che ha da sempre una tradizione legata al cinema, ha un diritto legittimo di fare una sua festa". Durante la conferenza stampa di presentazione del concerto finale, Ennio Moricone si è lasciato andare a ricordi e aneddoti del passato , dall'amico Gillo Pontecorvo alla stima, profonda e ricambiata, per Riccardo Muti, da Roland Joffè(regista di Mission) alle confidenze del maestro Petrassi, di cui fu allievo, passando per l'incontro con Joan Baez e le collaborazioni con Sergio Leone. (con cui ha ottenuto i maggiori successi commerciali grazie anche al rapporto di stima reciproca e la condivisione delle scelte musicali). Tante le domande per il Maestro nel Teatro Studio dell’Auditorium dove si è svolto l’incontro con la stampa: lui, con grande generosità (a patto che il giornalista urlasse forte e chiaro!) si è concesso in maniera totale anzi ha addirittura raccontato divertenti aneddoti e curiosità accadute nel corso della sua straordinaria carriera. Per Mission, Roland Joffè ha fatto suonare l'oboe a Jeremy Irons, che muoveva le dita a caso. "Per comporre quelle musiche ho usato tre temi (quello dell'oboe, il coro palestriniano e il tema etnico) - ha spiegato - Sovrapponendo il coro all'oboe e inserendo successivamente il tema etnico ho creato una rappresentazione grafica e acustica della trinità di Dio". Dopodichè Morricone ha aggiunto che, dopo il concerto per la cerimonia di chiusura della Festa del Cinema, sarà di nuovo sul podio della Sala Santa Cecilia alle ore 18 del giorno 27 Ottobre per dirigere i concerti previsti nella Stagione Sinfonica dell’Accademia: in conclusione in 4 giorni Ennio Morricone dirigerà 5 concerti con al centro le celebri colonne sonore che l’hanno consacrato nel panorama internazionale. Ma il più prolifico dei compositori è anche autore di un centinaio di brani da concerto, che egli stesso ama definire “musica assoluta”, differenziandola dalle sue partiture per il cinema chiamate “musica applicata”. I concerti della Stagione Sinfonica comunque del 27, 29 e 30 Ottobre saranno l’occasione per ascoltare la sua “musica assoluta”: “Voci dal Silenzio- Cantata contro le stragi di tutta la storia dell’umanità”. La dedica, dice Morricone, “è dentro la musica, dentro gli stessi suoni. Inizialmente avevo pensato solo all’11 Settembre, ma poi l’ho corretta perché tutte le altri stragi delle quali si parla meno, meritano di essere ricordate e commemorate”. Alla fine il maestro arriva quasi in lacrime (ci è mancato davvero poco), raccontando, con la voce strozzata dalla commozione, di quella volta che dal Ravenna Festival gli chiesero un pezzo da far dirigere al maestro Muti. " Muti mi disse: 'Lo sai perché lo dirigo bene? Perché mi piace'", ha raccontato Morricone con la voce spezzata dalla commozione.
E' davvero stupefacente l'umiltà di quest'uomo fresco di premio Oscar alla carriera, che non si definisce direttore d'orchestra perché il suo obiettivo era fare il compositore, aveva questa certezza dai tempi in cui era allievo di Petrassi e più di una volta ha avuto l'impressione che il suo maestro fosse interessato più ai compositori che ai direttori d'orchestra. "Non ho la mimica e la gestualità di Pappano, voglio solo che l'orchestra mi capisca e mi sembra che mi capisce".
di Battista Passiatore, 26 ottobre 2007.

FESTA DEL CINEMA DI ROMA: Dario Argento contro la Tv e la Fiction italiana!!

Il maestro dell’horror nazionale polemico nei confronti degli italiani schiavi delle Fiction e per questo restii nei confronti dei Festival
“la rovina del cinema italiano! le fiction nostrane sono inguardabili, è inspiegabile che gli italiani si mettano a guardare prodotti simili e che qualcuno le produca, sviando tutti quei soldi non nel cinema ma su questo tipi di prodotti… basterebbe prendere ad esempio quel palloccone di Guerra e Pace! Per non parlare poi degli attori italiani, pessimi, che si mangiano le parole in continuazione…”.
Con queste parole Dario Argento, durante la Conferenza stampa del film “La Terza Madre” si è presentato ai (pochi) giornalisti presenti in Sala Petrassi. segno dei tempi che corrono e dell’interesse, ormai naufragato, da parte dei critici nei confronti del Darione nazionale.
Conferenza comunque non priva di spunti interessanti, come un’accesissima polemica contro la televisione..
Argento ha ammesso come qualsiasi lettura sociologica del film sia assolutamente casuale, visto che lui stesso non l’ha mai presa in considerazione, sottolineando come “solo dopo aver scritto e girato il film mi hanno fatto notare la possibile rappresentazione di una società sempre più violenta. Anche se la violenza non è solo lo specchio della società di oggi, visto che c’è sempre stata, è parte fondante della società stessa“.
Ha poi proseguito spiegando come “tornare a lavorare con Asia, 10 anni dopo l’ultimo lavoro fatto assieme, sia stato decisamente diverso, visto che Asia in questi 10 anni ha girato due pellicole come regista, abbandonando il narcisismo tipico degli attori e prendendo maggiore consapevolezza di se stessa“.
Ma è soprattutto con una domanda che Dario si è letteralmente scatenato… dopo avergli chieso come mai i registi americani riescano a girare in un modo così diverso dai registi nostrani, lui escluso, Argento ha prima sottolineato come “negli states per girare un film hanno budget di partenza che noi italiani ci possiamo dimenticare“, per poi affondare il colpo contro la Tv.
di Battista Passiatore, 25 ottobre 2007.

Gusto Italiano di Robert Davi con “The Dukes”, impegno politico per Redford e Cruise e maratona Horror con Dario Argento.

Giornata ricca di appuntamenti e di star quella del 23 Ottobre alla Festa del Cinema di Roma; Tom Cruise, Robert Redford, solo per citarne alcuni. Uno “start” formidabile con la presentazione dell’Opera Prima del regista-attore Robert Davi (uno dei cattivi più riconoscibili dello schermo); la commedia-musicale “The Dukes”, interpretata da Chazz Palminteri e dal grande Peter Bogdanovich (presente anche all’incontro tenutosi al Mini Lounge) ha voluto rendere omaggio alle avventure truffaldine de “I soliti Ignoti”. Difatti Robert Davi è un grande estimatore del cinema italiano dei grandi maestri come Fellini, Pasolini e De Sica. Inoltre nella conferenza stampa il regista ha spiegato la scelta della colonna sonora quasi tutta italiana (canzoni di Paolo Conte e Sergio Bruni), e a proposito del film ha detto: “Come nella migliore tradizione della black comedy in The Dukes si ride molto, ma si ci interroga anche sulla celebrità, sul declino della fama, sui tempi che cambiano e che ci costringono a reinventarci….”.
Successivamente l’attenzione di pubblico e critica si è rivolta alla guerra in Afghanistan, alla ricerca della verità e alle ragioni del giornalismo e della politica: i destini incrociati di sei persone che compongono il mosaico del nuovo segretissimo film di Robert Redford, “Lions for Lambs” interpretato da Tom Cruise, lo stesso Redford e Meryl Streep. Il film, presentato Fuori Concorso, seppur non entusiasmante per la critica, affronta in maniera provocatoria (in questo il regista è riuscito pienamente) alcune problematiche attuali: gli eventi che avvengono dietro le quinte e che spesso rimangono invisibili, in un’unica giornata per collegare i punti tra loro e rivelare come un ambizioso e potente politico che compie delle scelte rischiose a Washingston, una giornalista televisiva che insegue una storia importante sotto grande pressione e due soldati coraggiosi spediti in una pericolosa missione segreta, sono tutti collegati ad un giovane in procinto di comprendere il vero potere della libertà, dellimpegno e dell’importanza delle proprie convinzioni. Durante il Press Meeting, poi Redford, rispondendo alle tante domande della stampa, ha dichiarato che, ..”per rendere grande e prestigioso un Festival come quello di Roma non servono le grandi Star sottolineando la scoperta e la sperimentazione da lui rivolta ai film presentati al suo Sundance Film Festival.
Proseguendo, durante il pomeriggio in Sala Petrassi l’attrice Franca Faldini e il critico Goffredo Fofi,in compagnia del regista Mario Monicelli, hanno voluto omaggiare il più grande comico di tutti i tempi, il simbolo della cinematografia italiana, il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò con la proiezione in copia restaurata in versione originale di “Totò e Carolina”. Un vero inedito! Il tributo al grande artista partenopeo si è protratto nel corso della serata in cui la figlia Liliana De curtis, in collaborazione con alcuni protagonisti del cinema italiano (Renzo Arbore, Lino Banfi, Alessandro Gasmann), ha presentato il documentario “Un principe chiamato Totò” del regista Fabrizio Berrutti nel quale voci celebri come Ben Gazzara, Fred Murray Abraham e i protagonisti del cinema italiano raccontano la vita di Totò e non solo.
Ultimo appuntamento quello col brivido, col terrore; il maestro dell’horror italiano Dario Argento ha presentato nella sezione Premiere della Festa, la sua ultima fatica dal titolo “La Terza Madre”. Il nuovo film, interpretato dalla figlia Asia, Christian Solimeno e Daria Nicolodi, è l’ultimo capitolo della “Trilogia delle Madri”; insieme alle riedizioni di “Suspiria” e “Inferno” infatti, ha concluso la “Notte d’Argento”, maratona dedicata al regista nella quale sono stati proiettati i 3 film in successione. Quasi un doveroso tributo a uno tra i più grandi registi del “thriller all’italiana” sottovalutato e un po’ snobbato dai critici.
di Battista Passiatore, 23 ottobre 2007.

Terrorismo politico con “Rendition”, romanticismo vellutato con “Silk” e grandi emozioni con Bertolucci e Depardieu

Giunta al suo quarto giorno, l’Edizione 2007 della Festa del Cinema di Roma presenta i suoi principali appuntamenti: l’anteprima del film “Silk” di François Girard tratto dall’omonima opera di Alessandro Baricco, il nuovo film di Gavin Hood “Rendition” e nella sezione Extra l’incontro col regista Bernardo Bertolucci e il francese Gerard Depardieu. La giornata ha avuto inizio con la proiezione per la sezione Premiere del Festival, del film “Silk” con Michael Pitt e Keira Knightly tratto dal best-seller di Baricco prodotto e distribuito dall’americana New Line e dalla nostra Fandango che per l’occasione pubblica in una nuova edizione il romanzo in concomitanza con l’uscita del film in Italia e nel resto del Mondo. Al termine della proiezione nella Sala Petrassi dell’Auditorium si è svolta la Conferenza stampa alla quale hanno preso parte il regista, il produttore Procacci della Fandango e altri membri della delegazione. Il film comunque ha raccolto pareri discordanti tra i critici sull’effettiva e inalterata trasposizione del romanzo di Baricco, da alcuni definito più poetico, sensuale e suggestivo rispetto all’opera di François Girard.
Nel pomeriggio la manifestazione ha presentato uno dei suoi punti di forza: il regista Bertolucci infatti nella sezione EXTRA, ha incontrato pubblico e stampa in Sala Petrassi e, con la complicità di Gerard Depardieu ha intrapreso un’interessante chiacchierata sul cinema degli anni ’70 e in particolare sulla sua opera maggiore “Novecento” atto I e II (presentato in copia restaurata e con immagini inedite). 
A chiudere in bellezza la visione di “Rendition” per la regia del sudafricano Gavin Hood premio Oscar per “Tsotsi”. La pellicola, interpretata da Jake Gyllenhaal, Reese Witherspoon e Meryl Streep, è un thriller di grosso calibro che getta uno sguardo provocatorio sulle complesse tematiche politiche che riguardano le azioni del governo americano sulla “extraordinary rendition”, sarebbe a dire il rapimento di cittadini che possano rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale e la loro detenzione e il conseguente interrogatorio in prigioni segrete oltreoceano.
di Battista Passiatore, 21 ottobre 2007.

79th Academy Awards - E vittoria fu!

Finalmente hai trionfato, Martin, più di quanto avresti mai immaginato, e con un ritardo compensato solo in parte dal numero di premi: quattro, fra cui i due più ambiti, miglior film e miglior regia per quel capolavoro che è The departed. Ed è stata una vittoria personale anche per chi l’ha sostenuto per tutto questo tempo, per chi l’ha seguito e appoggiato in ognuna delle sue cinque sconfitte agli oscar. 
“Ma siete sicuri di aver letto bene il nome?”, ha detto, quasi incredulo, Martin Scorsese. Avevano letto bene la sua schiacciante vittoria, il 25 febbraio 2007, durante la serata animata da Ellen DeGeneres. Una serata curiosamente apolitica, ma non per questo poco brillante (deliziosi i siparietti dei baby attori Jaden Smith e Abigail Breslin e di Anne Hathaway e Emily Blunt in omaggio a Il diavolo veste Prada) o priva di emozioni forti. Come forte è stata l’emozione per tutti noi italiani nel vedere finalmente premiato un genio, Ennio Morricone, che ha ringraziato in lacrime con un discorso tradotto in parte da Clint Eastwood, che gli ha consegnato il premio. E’ stata la serata dell’Italia, quella degli oscar 2007: anche Milena Canonero, come previsto, è stata premiata per gli splendidi costumi di Marie Antoinette. Peccato per i truccatori di Apocalypto, scalzati da Marti e Ribé (Pan’s labyrinth). 
E se vogliamo parlare di peccati, ma sì, citiamo senza paura le grandi sconfitte anche di quest’anno, soprattutto fra gli attori. Era effettivamente difficile scegliere chi più meritasse le candidature di miglior attore o attrice protagonista o di supporto del 2007. Molti bravissimi, molti ruoli incandescenti, e molti mostri sacri (come Peter O’Toole per Venus, o Judi Dench perNotes on a scandal). Ma forse, in particolare le premiazioni per miglior attore e attrice, non sono andate esattamente ai migliori. Alla “regina” Helen Mirren, che pur avendo pienamente meritato candidatura e Golden Globe come attrice drammatica (ma siamo sinceri, chi ricorda la splendida Cate Blanchett di Elizabeth?) non reggeva al confronto con la diabolica Meryl Streep per la sua recitazione un po’ troppo piatta e imitativa. E Forest Withaker, già dato come vincitore dai media, ha recitato un ruolo in fondo troppo facile (ha ben detto Natalia Aspesi, facile come il ruolo di un ubriaco). A noi italiani sarebbe piaciuta una vittoria del bel Will Smith; e peccato per Leonardo di Caprio, che, fosse stato candidato per The departed, probabilmente avrebbe stravinto. 
Dispiace anche per Eddie Murphy, ingiustamente penalizzato, dicono i maligni, per aver recitato in uno di quei film un po’ beceri che gli hanno fatto fare tanti soldi, Norbit, e per la splendida, prosperosa Penelope Cruz di Volver, un po’ snobbato dall’Academy. Ma in fondo era difficile decidere, in quella notte magica, e se chi ha vinto non è stato esattamente il migliore (almeno fra gli attori) certo consola il pensiero che non sia stato totalmente inetto, come è accaduto in passato. Ha sorpreso l’oscar di Jennifer Hudson (Dreamgirls) che, si spera, sia il trampolino di lancio per quella che al momento è soltanto una promessa. Bravo anche Alan Arkin, per Little miss Sunshine, premiato anche (meritatamente) per la sceneggiatura originale. Anche Babel è stato premiato, per la colonna sonora di Gustavo Santaolalla. 
C’è poi ovviamente la moda degli Oscar, e questa volta ha trionfato la bellezza femminile: assolutamente straordinaria Nicole Kidman in Balenciaga, e deliziose Anne Hathaway e Cameron Diaz, entrambe in Valentino. Splendida, ma un po’ eccentrica, Penelope Cruz con le piume rosa di Versace. Bellissime Cate Blanchett in Armani e Gwyneth Paltrow in Zac Posen, e sicuramente d’impatto Patricia Field, con un abito rosso fiammante di David Darlymple. Elegantissimi anche gli uomini, Will Smith e DiCaprio in testa, per non parlare di Steven Spielberg, anche lui in Armani. Il grande sconfitto della serata? Ovviamente Clint Eastwood, che ha intascato soltanto l’oscar al miglior montaggio sonoro per Letters from Iwo Jima. Ma, ammettiamolo, una volta o l’altra doveva succedere.
di Chiara Palladino, 13 marzo 2007.

79th Academy Awards - Commento alle nomination

Se n’è andato deluso, Martin Scorsese, dalla cerimonia di premiazione degli Academy Awards, sconfitto dall’altro gigante in lista, Clint “Million dollar baby” Eastwood, ma non solo: alla sua quinta sconfitta. 
Oggi, nel 2007, la sfida fra giganti continua: il bellissimo film di Scorsese, The departed, è secondo all’apprezzato Babel di Inarritu sia nella categoria di miglior film sia nella miglior regia, ma Eastwood anche stavolta non si lascia staccare: è in lizza per il miglior film con Letters from Iwo Jima (ma è stato candidato ai Golden Globe anche il “gemello” Flags of our fathers), e per la stessa regia segue da presso Scorsese. Seguono candidati a miglior film il deliziosoLittle Miss Sunshine, la cui interprete, Abigail Breslin, dieci anni, è la terza più giovane candidata all’Oscar come attrice non protagonista (ricordo anche la candidatura dell’allora tredicenne Keisha Castle Hughes per Whale rider), e quinto ma non per valore The Queen di Stephen Friars, candidato anche a miglior regista insieme a Paul Greengrass (United 93). 
Stranamente, il film che sembrava il più favorito, Dreamgirls (otto nomination), a sorpresa non rientra nelle candidature principali. È (meritatamente) candidato Eddie Murphy come miglior attore non protagonista, la giovane esordiente Jennifer Hudson come attrice non protagonista e Sharen Davis per i migliori costumi (ma qui io scommetto su Milena Canonero per Marie Antoinette e sulla bravissima Patricia Field per Il diavolo veste Prada). 
Vi sono inoltre ben cinque attori di colore candidati: oltre a Murphy e alla Hudson, l’intenso Will Smith di Muccino, Forest Whitaker (The last king of Scotland, già omaggiato da Entertainment Weekly), e Djimon Hounsou (chi non se lo ricorda nel Gladiatore? Ma la candidatura è perBlood Diamond). Smith e Withaker si contendono l’ambito premio di miglior attore con un validissimo Leonardo di Caprio, che quest’anno ci ha regalato ben due memorabili performance (è candidato per Blood Diamond ma avrebbe benissimo potuto esserlo per The departed), la sorpresa Ryan Gosling (per lo sconosciuto Half Nelson), e il settantaquattrenne Peter O’Toole per Venus (neanche una vittoria per questo bravissimo attore, ma quest’anno non tifo per lui). 
Ma quest’anno saranno le candidate al titolo di miglior attrice a dare alla giuria filo da torcere: impossibile scegliere la migliore fra i mostri sacri Judi Dench (per l’attesissimo Notes on a scandal, storia a sfondo omosessuale con Cate Blanchett, candidata anche lei come non protagonista) e la stupenda Meryl Streep de Il diavolo Veste Prada. Si aggiungono inoltre la splendida Penelope Cruz di Volver e l’altrettanto brava Helen Mirren di The Queen. In coda, Kate Winslet per Little Children.  Fra i film stranieri candidati, il danese Dopo il matrimonio e Il labirinto di Pan di Del Toro (tra i film più ammirati dalla critica). Il nostro Nuovomondo di Crialese è stato escluso all’ultimo, ma ammettiamolo, senza nessuna meraviglia.
Da segnalare però i due bravissimi italiani Signoretti e Sodano, candidati per il trucco (almeno quello, ottimo) di Apocalypto, e il premio alla carriera a Ennio Morricone (chi più di lui?). 
Per una volta, quasi tutti i film e gli interpreti candidati all’Academy Award sono degni di questo nome e anche di più. Io tifo per Scorsese, perché stavolta ha saputo regalarci qualcosa di davvero straordinario. Forza Martin. 
di Chiara Palladino, 2 febbraio 2007.

Miglior film 
Babel 
The departed 
Letters from Iwo Jima 
Little Miss Sunshine 
The Queen 

Miglior regia
Gonzales Inarritu (Babel)
Martin Scorsese (The departed)
Clint Eastwood (Letters from Iwo Jima)
Stephen Friars (The queen)
Paul Greengrass (United 93)

Miglior attore
Leonardo di Caprio (Blood diamond)
Ryan Gosling (Half Nelson)
Peter O’Toole (Venus)
Will Smith (La ricerca della felicità)
Forest Whitaker (The last king of Scotland)

Miglior attrice
Penelope Cruz (Volver)
Judi Dench (Diario di uno scandalo)
Helen Mirren (The queen)
Meryl Streep (Il diavolo veste Prada)
Kate Winslet (Little children)

Attore non protagonista
Alan Arkin (Little miss Sunshine)
Jackie Earle Haley (Little children)
Djimon Hounsou (Blood diamond)
Eddie Murphy (Dreamgirls)
Mark Wahlberg (The departed)


Attrice non protagonista
Adriana Barraza (Babel)
Cate Blanchett (Diario di uno scandalo)
Abigail Breslin (Little miss Sunshine)
Jennifer Hudson (Dreamgirls)
Rinko Kikuchi (Babel) 

Film straniero
Dopo il matrimonio (Danimarca)
Indigenes (Algeria)
Le vite degli altri (Germania)
Il labirinto di Pan (Messico)
Water (Canada)

Migliori costumi
Yee Chung Man (Curse of the golden flower)
Patricia Field (Il diavolo veste Prada)
Sharen Davis (Dreamgirls)
Milena Canonero (Marie Antoinette)
Consolata Boyle (The queen)

Miglior trucco
Aldo Signoretti e Vittorio Sodano (Apocalypto)
Kazuhiro Tsuji (Click)
David Martin e Montse Ribe (Il labirinto di Pan)

Oscar alla carriera 
Ennio Morricone


Il 23 gennaio sono state annunciate le candidature agli Oscar,già anticipate dai Golden Globes del 15 gennaio.Infatti il favorito è Babel,con 7 nominations,tra cui miglior film e regia(Inarritu),la sottoscritta spera che questo sarà l'anno di Scorsese(anche perchè se dovesse vincere il film messicano,sarebbe una sorta di bis dell'anno scorso,ma non sono l'Accademy),candidato anche lui nella stesse categorie.Dreamgirls,il musical ispirato alle Supremes di Diana Ross ha 8 nominations,ma nelle categorie tecniche.Sul fronte degli attori il favorito è Forest Whitaker per l'Ultimo re di Scozia e "The queen"Helen Mirren(STREPITOSA!).La vera sorpresa è"Little Miss Sunshine",con la sua baby protagonista candidata nella categoria delle non protagoniste(ma vincerà l'American Idol J.Hudson),la delusione? Le esclusioni di Volver (il miglior film di Almodovar,che ha fatto guadagnare una sola candidatura alla Cruz) e Nuovomondo di Crialese.
di Sara Memmi, 27 gennaio 2007.