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domenica 19 aprile 2009

Concorso fotografico SCATTI IN RETE - Le 30 opere finaliste

Domenica 19 Aprile 2009 - Il concorso fotografico online "Scatti in Rete" si avvia alla fase finale. La giuria del premio, dopo un lungo lavoro di selezione delle centinaia di opere presentate in concorso, annuncia l'elenco delle trenta fotografie finaliste. Da queste trenta saranno scelte le prime tre opere classificate. Al vincitore, tra l'altro, spetterà il privilegio di una mostra personale in una sezione apposita creata da gransito.com

001a - 
Prime luci sul mare - Biagio Giordano (Savona).
017c - 
Ti sento... - Gina Pricope (Palermo).
018a - 
Le ombre dell'ultimo sole - Sara Tonelli (Fano, PU).
022c - 
Figli della luna - Marco Zeppetella (Roma).
025a - 
Rossofiore - Emiliano Cribari (Rignano sull'Arno, FI).
033a -
 Liberi di volare - Ilaria Lanzeri (Torre Annunziata, NA).
045a - 
Border - Floriana D'Ammora (Castellammare di Stabia, NA).
052a - 
Singola goccia di rugiada - Riccardo Botta (Genova).
060c - 
Tramonto sul fiume Chobe - Anna Maria Pagetti (Roma).
073c - 
Prima o poi arriverà - Alessandro Bonvini (Reggio Emilia).
079a - 
Vuoti d'acqua - Debora Fabbri (Licciana Nardi, MS).
081a - 
La potenza - Emanuele Bonifazi (Orte, VT).
097b - 
La natura e la sua stella - Eugenio Grosso (Milano).
098b - 
Rainbow - Giulia Grisorio (Bollate, MI).
103a - 
Dragonfly in the city - Claudia Costanza (Castelguelfo, BO).
108c - 
Rapide a Kukkola (Lapponia) - Cristina Mantisi (Savona).
113a - 
Goodbye - Lisa Bernardini (Anzio, ROMA).
122b - 
Cavalletta disturbata - Marco Bissoli (Cerea, VR).
129a - 
Sottosopra - Claudia Pescatori (ROMA).
145c - 
Nel bel mezzo delle canne di bambù... - Silvia Pinna (Settimo Torinese, TO).
186a - 
Due - Paolo Fani (Scandicci, FI).
210a - 
Composizione d'autunno - Riccardo Ratini (Terni).
229b - 
Il mago del calcio - Gianluca Frappampina (Bra, CN).
230c - 
Cantone attitude - Marco Paccagnella (Treviglio, BG).
231b - 
Landa - Sigfrido Corradi (Roveré Veronese, VR).
255c - 
Nel cuore dell'autunno - Francesco Olivieri (Castelfranco Emilia, MO).
268a - 
Giulia. Nulla si crea, nulla si distrugge - Giovanna Bortoli (Carpi, MO).
280b - 
Sottobosco - Roberto Caccioppoli (Napoli).
286a - 
Oche selvatiche - Andrea Marcuzzo (Bibione, VE).
311b - 
Scaramucce in natura - Georgia Faraò (Bologna).

giovedì 16 aprile 2009

IL GLADIATORE (di Ridley Scott, 2000)

“Un generale che diventa schiavo; uno schiavo che diventa gladiatore; un gladiatore che sfida il suo imperatore”. Così si potrebbe riassumere il film di Ridley Scott, che per il suo dodicesimo lungometraggio ha deciso di portare sullo schermo il coraggio, il valore, l’amore per la patria e per la famiglia del generale Massimo. Un film che colpisce in primo luogo per la sua accuratezza storica nel ricostruire per esempio le tecniche di guerra utilizzate dalle popolazioni germaniche, per la scientificità nel ricostruire fin nei minini particolari il colosseo e i fori imperiali; ma che riesce anche a rubare il cuore dello spettatore con una storia nella quale i princìpi del valore e dell’amore riescono a vincere sulla malvagità e la lotta per il potere che infangano Roma. 
Un film, Il Gladiatore, che ha saputo donare al pubblico delle riprese e delle inquadrature che rimarrano per sempre scolpite nella storia del cinema. Basti a pensare alla mano che accarezza il grano, ripresa da varie pubblicità e da altre pellicole. Dopo il film, vincitore nel 2000 di ben 5 premi Oscar (miglior film, attore protagonista,costumi, suono ed effetti speciali) la figura del gladiatore non è stata più la stessa. Questo grazie ad una storia avvicente che non conosce momenti deboli e ad una interpretazione da Oscar del suo attore principale, un Russell Crowe che grazie a questo film e a questo ruolo ha raggiunto il successo planetario. Non da meno è stata la performance di Joaquin Phoenix, nella sua prima prova davvero impegnativa e per la quale è stato premiato con una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista. L’attore ne esce in maniera egregia riuscendo a regalare al pubblico un Commodo pazzo, visionario e crudele.
Un film, Il Gladiatore, che ha sicuramente segnato la storia del cinema e che ha regalato al pubblico un nuovo eroe.
Giudizio (legenda).
di Isabella Agostinelli. 17 Gennaio 2008.

EDWARD MANI DI FORBICE (di Tim Burton, 1990)

"Edward mani di forbice" è il film che ha rivelato definitivamente Tim Burton al mondo cinematografico; dando inizio alla collaborazione con Johnny Depp che si ripeterà più volte nel corso della sua carriera. In questa pellicola il regista californiano ha messo in mostra tutte quelle caratteristiche che lo rendono ancora oggi unico e inconfondibile. Mescolando saggiamente il fantasy con la realtà, è riuscito a trattare temi universali quali l'alienazione e la diversità in maniera innovativa e originale; originale è ad esempio il fatto che la vicenda sia raccontata come una fiaba dove poco chiari sono i confini fra vero e falso. Molto forti sono le influenze gotiche e dark che caratterizzano anche tutti i suoi lavori precedenti e successivi. Nelle difficoltà nel compiere le azioni più banali, il protagonista Edward (un uomo nato come indica il titolo con forbici al posto delle mani) si dimostra molto più umano e sensibile anche della gente "normale", rappresentata negativamente dalle donne pettegole e superficiali che abitano il paese. Evidente è la forte ispirazione che il telefilm di successo "Desperate Housewives" a tratto da questa rappresentazione femminile e cittadina, seppur rivisitata e corretta. Non stupisce dunque che il compositore del film, Danny Elfman, sia lo stesso che a composto la sigla della serie tv. Al contrario degli "altri", la famiglia che accoglie Edward manifesta doti positive riuscendo non solo a far inserire l'uomo nella comunità ma soprattutto a valorizzare le sue innate doti artistiche, riuscendo a scorgere qualcosa sotto la superficie. Ciò che è diverso, e per questo considerato negativo da tutti, diventa vanto e addirittura fonte di invidia. L'innamoramento di Kim (Winona Ryder) per Edward è l'emblema più evidente della bontà della famiglia. Ma è nella parte finale che emerge lo spirito più dark di Tim Burton, con il protagonista che nel tentativo di non sbagliare, pressato dall'invidia e dalla meschinità della gente, non riesce più a controllare le sue mani-forbici ed è costretto a tornare alla vita solitaria dalla quale proveniva. Evidente il messaggio negativo che ne deriva: il diverso non potrà mai essere completamente accettato e per quanto possa distinguersi in positivo, sarà sempre osteggiato al più piccolo errore e alla minima incertezza. Oggi Burton che nel frattempo a realizzato film splendidi quali "Big Fish" e "La fabbrica di cioccolato", mostra ancora quelle caratteristiche presenti fortemente in "Edward mani di forbice".
di Salvatore Scarpato, 3 maggio 2006.

L'ATTIMO FUGGENTE (di Peter Weir, 1989)

Robin Williams alias John Keating rivolgendosi ai suoi studenti:
Non leggiamo e scriviamo poesie perché "è carino"! Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione!
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.

Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.
Ci sono dei film che riescono a colpire il cuore dello spettatore. Alcuni con la trama, altri con i dialoghi, altri con i bellissimi paesaggi. L’Attimo Fuggente va dritto al cuore degli spettatori proprio perchè riesce a combinare questi tre elementi in maniera esemplare. 
Un gruppo di studenti di un collegio maschile molto severo in cui regnano “Onore, Disciplina e Tradizione”, vedono il loro mondo stravolto grazie a un professore di lettere che ha fatto del 
carpe diem il suo motto; un professore che insegna loro a guardare le cose dall’alto, a esprimere le loro opinioni, i loro sentimenti e le loro paure apertamente, a non camminare sempre sulle orme degli altri ma di trovare il proprio cammino. 
Tutti temi universali che vengono impressi nel cuore e nella mente dello spettatore attraverso delle scene indimenticabili: il 
carpe diem sussurrato da dietro la foto degli ex studenti della scuola, le poesie di “zio” Whitman lette e decantate da sopra un banco per far capire agli studenti come le cose devono essere sempre viste da nuove angolazioni; e la scena finale, nella quale tutti gli alunni salgono sui propri banchi e gridano Oh capitano mio capitano. Un film che ci parla dei sogni e delle speranze dei ragazzi che spesso devono confrontarsi con la dura realtà. In qualche caso lo scontro andrà a lieto fine; ma per uno dei ragazzi lo scontro sarà invece tragico e si concluderà con il suicidio. Un tema che anche oggi, come 18 anni fa, è molto presente nella nostra società e sempre lo sarà. 
L’Attimo Fuggente è un film che con le sue bellissime inquadrature e i suoi paesaggi autunnali ed invernali del Vermont, ha saputo far sognare e commuevere intere generazioni di ragazzi ed adulti. Un film da rivedere ancora ed ancora e che può ancora insegnare alle nuove generazioni a pensare con la propria testa e a cogliere ogni attimo della loro vita.
Giudizio  (legenda).
di 
Isabella Agostinelli.  12 Novembre 2007.

RED'S DREAM (di John Lasseter, 1987)

"UN MERAVIGLIOSO SOGNO, ROSSO" - Tra il 1986, anno di Luxo Jr, e il 1989, John Lasseter compie la rivoluzione dell'animazione e lancia la Pixar come nuovo colosso di Cartoonia, in grado di mettere in seria crisi la storica azienda dello zio Walt.
Red's dream, realizzato da Lasseter nel 1987, è un dolce gioiellino di animazione. Breve cortometraggio, dura circa quattro minuti, che racconta il sogno di Red, un romantico monociclo rosso. Questi si immagina funambolo e giocoliere di successo; al risveglio dal momento onirico lo si vede tristemente solo, appoggiato ad un angolo del negozio di biciclette. Il soggetto è semplice, la resa strepitosa. 
La sequenza d'apertura, la ripresa della strada di notte (non sembra realizzata vent'anni fa...), regala una fotografia immaginifica, che è il punto di forza di questo bellissimo corto animato.
Giudizio (legenda).
di 
Matteo Bursi. 24 dicembre 2007.

lunedì 6 aprile 2009

Nomination ufficiali dei Gransito Movie Awards 2009

Domenica 5 aprile 2009 - Annunciate sul sito ufficiale del premio le nominations della nona edizione dei Gransito Movie Awards, il primo premio cinematografico online d'Italia. Si tratta di candidature molto attese, sia per chi ha contribuito quest'anno alla giuria, sia per chi con il tempo si è affezionato ai GMA.
La cinquina che si contenderà l'ambito premio del film dell'anno è la seguente: Gomorra di Matteo Garrone, Gran Torino di Clint Eastwood, Milk di Gus van Sant, The Millionaire di Danny Boyle e Wall-E di Andrew Stanton. Torna quindi un film italiano in corsa per la categoria più importante, l'ultimo ad ottenere la preziosa nomination fu Romanzo criminale nel 2006 e l'ultimo film italiano vincere come film dell'anno fu La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, cinque anni fa. Per la prima volta i Gransito Movie Awards vedono anche un film d'animazione concorrere al titolo di miglior film del 2009. Aveva sfiorato la nomination lo scorso anno Ratatouille, ci è riuscito in questa edizione il piccolo Wall-E.
Il biopic Milk del regista statunitense Gus van Sant è il film che ottiene il maggior numero di candidature nella nona edizione dei GMA, ben dieci, seguono con nove nominees Il curioso caso di Benjamin Button (fuori però dalle categorie principali) e con otto Gomorra e Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan.
Il film di Garrone tratto dal libro best seller di Roberto Saviano riporta - grazie anche all'ottimo risultato de Il divo di Paolo Sorrentino che ottiene quattro candidature - il cinema nazionale ai livelli di eccellenza e anche i Gransito Movie Awards lo confermano. Il cinema italiano difatti ottiene diciotto nominations totali, il doppio della scorsa edizione. 
La nona edizione dei GMA si caratterizza per allontanarsi con decisione dalle indicazioni pervenute dai maggiori premi cinematografici. Non compare, ad esempio, nelle candidature GMA Penelope Cruz fresca di Oscar per Vicky Cristina Barcelona. Nelle due categorie più importanti troviamo solo quattro nomination su dieci in comune con l'Academy Awards ed è un segnale da non sottovalutare: indica che l'annata cinematografica si è svincolata dai tradizionali lungometraggi "da Oscar". Valga per tutti la doppietta italiana al Festival di Cannes 2008, ma è un discorso che non si limita al cinema nostrano, ma coinvolge un eterogeneo gruppo di lungometraggi dai tratti decisamente extrahollywoodiani (da Juno a Il treno per il Darjeeling, da Gran Torino a Lasciami entrare sino a Un bacio romantico). 
I vincitori della nona edizione dei Gransito Movie Awards verranno annunciati il prossimo 3 maggio.   Matteo Bursi
Ecco, nel dettaglio, tutti i vincitori:

  Miglior Film  (Best movie - Meilleur film - Mejor pelicula - Bester film)
- Gomorra (di Matteo Garrone)
- Gran Torino (di Clint Eastwood)
- Milk (di Gus van Sant)
- The Millionaire (di Danny Boyle)
- Wall-E (di Andrew Stanton)

  Miglior Regista  (Best director)
- Danny Boyle (The Millionaire)
- Clint Eastwood (Gran Torino)
- Christopher Nolan (Il cavaliere oscuro)
- Paolo Sorrentino (Il divo)
- Gus van Sant (Milk)

  Miglior Attore  (Best actor in leading role)
- Frank Langella (Frost/Nixon)
- Sean Penn (Milk)
- Brad Pitt (Il curioso caso di Benjamin Button)
- Mickey Rourke (The Wrestler)
- Toni Servillo (Il divo)

  Miglior Attrice  (Best actress in leading role)
- Angelina Jolie (Changeling)
- Meryl Streep (Il dubbio)
- Meryl Streep (Mamma Mia!)
- Kate Winslet (Revolutionary Road)
- Kate Winslet (The Reader)

  Migliore Sceneggiatura originale  (Best original screenplay)
- Be kind rewind
- Gran Torino
- Il treno per il Darjeeling
- In Bruges
- Juno
- Milk
- Wall-E

  Migliore Sceneggiatura non originale  (Best adapted screenplay)
- Gomorra
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il dubbio

  Miglior Film Italiano  (Best italian movie)
- Due partite (di Enzo Monteleone)
- Gomorra (di Matteo Garrone)
- Il divo (di Paolo Sorrentino)
- Il papà di Giovanna (di Pupi Avati)
- Un giorno perfetto (di Ferzan Ozpetek)

  Miglior Attore non protagonista  (Best actor in supporting role)
- James Franco (Milk)
- Elio Germano (Come Dio comanda)
- Philip Seymour Hoffman (Il dubbio)
- Heath Ledger (Il cavaliere oscuro) 
- Toni Servillo (Gomorra)

  Miglior Attrice non protagonista  (Best actress in supporting role)
- Amy Adams (Il dubbio)
- Cate Blanchett (Il curioso caso di Benjamin Button)
- Viola Davis (Il dubbio)
- Maria Nazionale (Gomorra)
- Marisa Tomei (The Wrestler)

  Miglior Film Indipendente  (Best indipendent movie)
- Be kind rewind (di Michel Gondry, Stati Uniti)
- Juno (di Jason Reitman, Stati Uniti)
- La classe (di Laurent Cantet, Francia)
- Lasciami entrare (di Tomas Alfredson, Svezia)
- The Orphanage (di Juan Antonio Bayona, Messico/Spagna)

  Miglior Film d'animazione  (Best animated movie)
- Kung Fu Panda (di Mark Osborne e John Stevenson, Dreamworks, Usa)
- Valzer con Bashir (di Ari Folman, Bridgit Folman Film, Israele)
- Wall-E (di Andrew Stanton, Pixar/Walt Disney, Usa)

  Migliore Fotografia  (Best cinematography)
- Changeling
- Gomorra
- Il cacciatore di aquiloni
- Il cavaliere oscuro
- Un bacio romantico

  Miglior Trucco  (Best make-up)
- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Milk
- The Reader
- W

  Migliori Costumi  (Best costume design)
- Changeling
- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- La duchessa
- Milk

  Migliori Scenografie  (Best set decoration)
- Changeling
- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Lezione ventuno 
- Revolutionary Road

  Miglior Montaggio  (Best editing)
- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il divo
- Nessuna verità
- The Millionaire

  Miglior Colonna sonora  (Best soundtrack)
- Juno
- Mamma Mia!
- The Millionaire
- The Wrestler
- Un bacio romantico

  Migliori Effetti speciali  (Best visual effects)
- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Ultimatum alla Terra

  Miglior Canzone per film  (Best original song)
- "Jai oh" (A.R.Rahman e Gulzar, The Millionaire)
- "The Greatest" (Cat Power, Un bacio romantico)
- "The Wrestler" (Bruce Springsteen, The Wrestler)

  Miglior Coppia sullo schermo  (Best on-screen duo)
- Brad Pitt & Cate Blanchett (Il curioso caso di Benjamin Button)
- Leonardo DiCaprio & Kate Winslet (Revolutionary Road)
- Philip Seymour Hoffman & Meryl Streep (Il dubbio)
- Sean Penn & James Franco (Milk)
- Viggo Mortensen & Ed Harris (Appaloosa)

  Sequenza cult  (Cult sequence)
- Corsa al ralenti dei fratelli Whitman per raggiungere il treno in partenza 
(Il treno per il Darjeeling)
- Il poliziotto insegue i due fratelli nella baraccopoli - Sequenza iniziale
(The Millionaire)
- La prova di coraggio (Gomorra)

  Rivelazione Femminile  (Breakthrough female performance)
- Diablo Cody (sceneggiatrice; Juno)
- Ellen Page (attrice; Juno)
- Isabella Regonese (attrice; Tutta la vita davanti)
- Lina Leandersson (attrice; Lasciami entrare)
- Olga Kurylenko (attrice; Quantum of Solace)

  Rivelazione Maschile  (Breakthrough male performance)
- Ari Folman (regista; Valzer con Bashir)
- Diego Luna (attore; Milk)
- Jack Black (attore; Be kind rewind)
- James Franco (attore; Milk)
- Salvatore Cantalupo (attore; Gomorra)

domenica 5 aprile 2009

2008/2009. Un anno di cinema

Un’altra stagione cinematografica sta passando, mentre il mondo della celluloide si evolve, si complica e aumenta le proprie dimensione medianiche e tecniche, pur restando con la solida base ideologica degli albori classici.
L’evento sconvolgente di questa annata è rappresentato dalla prematura e inattesa scomparsa dell’attore Heath Ledger, 29 anni, uno dei talenti più prolifici della attuale Hollywood. Ledger se ne va così, alla moda dei più grandi come James Dean o River Phoenix, in un addio pieno di mistero e fascino. Fascino che accresce in maniera smisurata con la visione dei suoi ultimi lavori da attore; il suo accattivante Joker in Il Cavaliere oscuro di C. Nolan è già leggenda, forse non all’altezza della maschera anni ’90 di Nicholson, ma comunque degno di raffigurare la smagliante copertina del corrente anno di cinema. Ledger ci sorprenderà nel postumo Dottor Parnassus di Terry Gilliam, un cult da brividi, mefistofelico, una sorta di lettera d’addio dell’attore australiano. Lo attendiamo.
Da poco abbiamo assistito alla notte degli Oscar, ed è restrittivo dire che siamo rimasti sorpresi; l’Accademy ha premiato il coloratissimo e struggente Slumdog Millionaire, dell’inglese Danny Boyle, un affresco sull’India bollywoodiana ripercorsa dagli occhi vissuti di un giovane ragazzo del thè di Mumbai. La pellicola è costata solo 15 milioni di dollari, cifra minima rispetto ai blockbuster americani ricchi di special effects e cast da far paura. Qualcosa sta cambiando nei piani alti.
A Hollywood è stato l’anno dei ritorni e delle consacrazioni; Di Caprio e la Winslet si sono ritrovati una decina d’anni dopo Titanic nel gradevole Revolutionary road di Sam Mendes, Brad Pitt nell’ottimo Il curioso caso di Benjamin Button si maschera e si trasforma e ritrova la sua capacità attoriale lasciandosi alle spalle mesi e mesi di gossip. Trionfo per Sean Penn in Milk di Gus van Sant, dove spacca la barriera dell’omofobia, vince l’Oscar per miglior interprete e si rimette in gioco. Anno di magra per l’aclamatissimo Johnny Depp che a parte gli strascichi musical di Sweeney Todd attende la primavera 2009 per riproporsi ai massimi livelli.
Mozione d’onore per la commedia americana caotica e guizzante della Frat-pack, simboleggiata dall’irriverente Tropic Thunder dove Stiller, Downey jr e Black si prendono gioco dei pomposi film bellici dai cannoni di Navarone agli attualissimi della guerra del Golfo. Un bel passo in avanti ideologico e tematico.
Il cinema indipendente ci ha reglato discrete perle; su tutte la tenera storia di Juno, colpisce al cuore ma fa sorridere la storia di una minorenne alle prese con una non-voluta gravidanza nel mezzo della bigotta provincia statunitense. Chi ama i film a basso budget non si sarà lasciato sfuggire l’horror vampiresco Lasciami entrare (fratello illegittimo del deludente Twilight) ed il western old-style di Ed Harris Appaloosa. Inoltre a Hollyowood si è ballato con Mamma mia, si è riso con Il treno per il Darjeeling ed il coheniano Burn After reading e ci si è emozionati in diversi modi con Changeling e Quantum of Solace, ultimo capitolo di 007.
Discorso a parte merita il cinema nostrano. In Italia passano finalmente in secondo piano i cine-panettoni, le commedie ad alto budget e poco usufrutto (Italians, Il cosmo sul comò) e fallisce persino un mostro sacro come Ozpetek con un vacillante Un giorno perfetto. Tutta l’attenzione è rivolta ai capolavori d’esportazione prodotti dall’accurata scelta di Domenico Procacci; in primavera sono usciti il discusso e acclamato Gomorra, documentario-fiction tratto dal best seller anti-camorra di Saviano, ne è risultato un excursus attento e visivamente accecante sulla piaga di malavita campana. E poi Il Divo, memorabile Biopic di Paolo Sorrentino sull’intoccabile figura di Giulio Andreotti. Minimo comune denominatore: Toni Servillo, l’interprete italiano più in voga (a ragione assoluta) di questo periodo.
Anche dal resto d’Europa sono giunte pellicole molto interessanti e impegnate come il pluripremiato prodotto francese La classe; in Germania ottimo La banda Baader-Meinhof mentre l’immortale Woody Allen ha tentato con un discreto successo l’avventura in terra di Spagna con Vicky Cristina Barcelona. Un’ottima annata dunque, per dirla alla Ridley Scott, senza un filo conduttore specifico, ma pieno di alti e bassi, divi ed anti-divi, un andirivieni di colpi da maestro e prodotti di minor spessore artistico. Il 2009-10 ci presenterà grandi ritorni, come Tarantino, Burton e Michael Mann; e allora non resta che augurare agli amanti della settima arte, buon Cinema a tutti.
P.S. Il caso cinematografico dell’anno, ovvero il biopic W. di Oliver Stone sull’ex-presidente degli Stati Uniti George Bush ha fatto discutere in tutto il mondo per giorni. In Italia non è stato neanche distribuito, ma trasmesso in data unica da La 7. Nel frattempo Natale a Rio occupava il 70% delle sale  su territorio italiano. Mah…
di Keivan Karimi.

lunedì 2 marzo 2009

INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO (di Elio Petri, 1970)

L’accoppiata Elio Petri e Gian Maria Volonté è stata una delle più prolifiche e qualitativamente produttive del cinema italiano, al pari dei sodalizi Fellini-Mastroianni e Antonioni-Vitti, anche se complessivamente sottovalutata dalla critica nostrana e parzialmente rimossa dalle giovani generazioni di spettatori.
Connotata da un forte impegno civile, la collaborazione tra il regista e il grande attore piemontese ha dato uno dei suoi frutti migliori in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, che sarebbe diventato un modello espressivo del nostro cinema generando il filone dei cosiddetti thriller politici, i cui canoni compositivi sono già tutti qui, in questo saggio psicanalitico sulle aberrazioni del Potere, incarnate alla perfezione da un Volonté grandiosamente sulfureo, poliziotto assassino della sua amante (Florinda Bolkan), che prenderà coscienza di come il suo ruolo di capo della sezione omicidi lo metta al riparo da qualunque accusa.
Girato da Petri con stile convulso e grande senso dell’immagine, con un’indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone (una delle sue più belle di sempre), Indagine su un cittadino incarna l’essenza stessa del cinema italiano degli anni Settanta, attento alle implicazioni sociali e politiche delle storie narrate quanto ad un discorso sulla forma, entrambe caratteristiche che sembrano perse nell’asfittico panorama produttivo dei nostri giorni; e se, come Serpico di Sidney Lumet, il film oggi può sembrare in parte datato nel raccontare la corruzione di chi detiene l’autorità, i toni ora grotteschi ora lucidamente spietati dell’interpretazione di Gian Maria Volonté sono da manuale nel tratteggiare un piccolo borghese che nel Potere trova la valvola di sfogo delle proprie frustazioni e delle pulsioni represse: e quando afferma “La repressione è il nostro vaccino,  repressione è civiltà”, un brivido corre ancora lungo la schiena, implacabile. Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes ed Oscar per il miglior film straniero nel 1970.
Giudizio½ (legenda).
di 
Giulio Ragni.  16 dicembre 2007.